Gres porcellanato levigato
Il gres porcellanato levigato valorizza colori e grafiche attraverso superfici dalla riflessione più evidente, particolarmente diffuse nelle interpretazioni effetto marmo e onice. Nel catalogo trovi Statuario, Calacatta, Carrara, marmi scuri e superfici decorative in diversi formati, fino alle grandi lastre. Tipo di finitura, sviluppo delle venature, numero delle facce, formato e destinazione della specifica collezione sono i principali criteri da valutare nella scelta.
Gres porcellanato levigato: quando luce e grafica lavorano insieme
Tra le diverse superfici disponibili nei pavimenti in gres porcellanato, il gres levigato si distingue per una resa liscia e riflettente che può mettere maggiormente in evidenza colori, venature e contrasti della grafica.
Questa caratteristica è particolarmente evidente nelle interpretazioni effetto marmo, molto presenti nel catalogo, ma la categoria comprende anche Onici, superfici scure, soluzioni monocromatiche e altre grafiche decorative.
Il termine “levigato” non deve però essere utilizzato come sinonimo perfetto di qualsiasi superficie lucida. Nel catalogo e nelle collezioni dei diversi produttori compaiono infatti denominazioni come Lucido, Lappato, Full Lappato, Lux e altre finiture specifiche.
Per scegliere correttamente non basta quindi cercare una piastrella brillante. Bisogna valutare tipo di superficie, grafica, formato, sviluppo delle venature e caratteristiche dichiarate per la singola collezione.
Cosa trovi nella categoria
Statuario, Calacatta e Carrara
Le interpretazioni dei marmi chiari rappresentano una parte importante dell’assortimento.
Statuario, Calacatta e Carrara lavorano generalmente su fondi chiari attraversati da venature che possono essere sottili e discrete oppure più marcate e contrastate.
Nel catalogo Bertolani sono presenti, per esempio, Statuario levigati, Calacatta Oro e differenti interpretazioni del Carrara.
La superficie lucida modifica il rapporto fra grafica e luce: cambiando illuminazione e angolo di osservazione cambiano anche riflessi e percezione delle venature.
Per questo due gres apparentemente simili per tonalità possono produrre risultati molto diversi una volta posati.
Onice
L’Onice introduce spesso una grafica più decorativa e ricca di sfumature.
Nel catalogo sono presenti diverse interpretazioni chiare, beige, grigie, blu e verdi.
In alcune proposte la grafica è composta da più facce che possono essere organizzate per ottenere uno sviluppo più articolato della venatura.
È quindi importante osservare non soltanto la singola piastrella, ma anche il modo in cui il disegno cambia e prosegue tra elementi differenti.
La superficie levigata accentua inoltre il rapporto con la luce e può rendere più percepibili stratificazioni e passaggi cromatici.
Marmi scuri e ad alto contrasto
Il gres porcellanato levigato non si limita ai classici fondi bianchi.
Black Marquinia, per esempio, è presente nei formati 60x60, 80x80, 60x120 e 120x120 cm ed è proposto con superficie levigata e bordo rettificato.
Su grafiche di questo tipo il contrasto fra fondo scuro e venatura chiara assume un ruolo particolarmente evidente.
Quando la grafica è molto marcata conviene quindi valutarla su una composizione sufficientemente ampia e non soltanto osservando una piastrella isolata.
Superfici decorative e colorate
Accanto ai marmi più classici sono presenti Paonazzetto, Onici colorati, grafiche dorate, grigie e altre interpretazioni decorative.
In questi casi il pavimento o il rivestimento può diventare uno degli elementi visivi principali dell’ambiente.
La scelta dovrebbe quindi considerare colore dominante, intensità delle venature, contrasto e grado di variazione grafica previsto dalla collezione.
Levigato, lappato e lucido sono la stessa cosa?
Non esattamente.
Nel linguaggio commerciale questi termini vengono spesso avvicinati perché identificano superfici dalla riflessione più evidente rispetto a molte finiture naturali o opache, ma non indicano necessariamente la stessa lavorazione.
I produttori utilizzano denominazioni differenti, tra cui Levigato, Lucido, Lappato, Full Lappato e Lux.
Una finitura Full Lappato di un produttore non deve quindi essere considerata automaticamente equivalente a qualsiasi prodotto definito “levigato” o “lucido” da un altro.
Il riferimento resta la scheda della specifica collezione, dove sono indicate superficie, formati, spessori e caratteristiche tecniche.
Più che cercare quale definizione sia migliore, è utile capire quale resa superficiale risponde al progetto e quali caratteristiche sono dichiarate per il prodotto scelto.
Come scegliere la grafica
Intensità della venatura
Una vena sottile e poco contrastata tende a produrre un disegno più discreto.
Una venatura larga, scura o cromaticamente molto distante dal fondo assume invece un ruolo più evidente.
Su una superficie fortemente riflettente questa differenza può risultare ancora più percepibile, perché la luce interviene nella lettura della grafica.
Contrasto tra fondo e vena
Bianco e grigio, bianco e oro, nero e bianco oppure beige e crema producono effetti diversi anche a parità di formato.
Un gres lucido molto contrastato può diventare il protagonista visivo della superficie, mentre una vena sottile su fondo chiaro mantiene generalmente un risultato più uniforme.
Per questo colore e brillantezza devono essere valutati insieme.
Numero e variazione delle facce
Alcune collezioni sono realizzate con più facce grafiche.
Quando il dato viene dichiarato, consente di capire quante variazioni del disegno sono previste e quanto la superficie potrà risultare articolata.
Più facce non significano automaticamente maggiore qualità, ma possono contribuire a ridurre la ripetizione visiva della stessa grafica.
È quindi utile osservare più elementi prima di definire la composizione.
Vena continua
Alcuni gres presenti nel catalogo sono progettati per creare uno sviluppo continuo della venatura fra più piastrelle.
Carrara Vena Continua Bertolani, per esempio, è un 60x120 rettificato composto da quattro diverse facce componibili.
Anche altre interpretazioni, tra cui alcuni Onici e Statuario, utilizzano facce studiate per costruire composizioni continue.
La venatura non si collega però automaticamente in qualsiasi posizione.
Per ottenere il disegno previsto bisogna rispettare orientamento e successione delle facce indicate dalla specifica collezione.
Come scegliere il formato
30x60 e 60x60
I formati medi mantengono chiaramente leggibile la modularità della pavimentazione.
A parità di superficie coperta generano un numero maggiore di elementi e fughe rispetto ai grandi formati e suddividono maggiormente lo sviluppo della grafica.
Sono presenti in numerose collezioni e rappresentano una soluzione trasversale.
60x120
Il 60x120 è uno dei formati maggiormente rappresentati nella categoria.
Permette alle venature di svilupparsi su elementi più ampi rispetto a un 60x60 e riduce il numero delle interruzioni visive.
È particolarmente presente nelle interpretazioni Carrara, Statuario, Calacatta e Onice ed è utilizzato anche da diversi prodotti progettati per la vena continua.
80x80, 90x90 e 120x120
Le dimensioni maggiori offrono più superficie a disposizione della grafica.
Black Marquinia e Onice Beige, per esempio, comprendono anche il formato 120x120 nelle configurazioni verificate.
La scelta deve però considerare proporzioni dell’ambiente, orientamento della posa e tagli necessari.
Un grande formato non rende automaticamente più grande uno spazio.
90x180, 120x240 e 120x278
Il catalogo comprende anche grandi formati e lastre.
Collezioni come Marmoker di Casalgrande Padana e Tele di Marmo di Emilceramica arrivano fino a grandi dimensioni con superfici lucide, Lucida o Full Lappato a seconda della serie.
Il formato 120x278, in particolare, permette alla grafica di svilupparsi su elementi molto estesi e riduce sensibilmente il numero delle fughe rispetto alle dimensioni tradizionali.
Movimentazione, lavorazione e posa di queste lastre richiedono però valutazioni specifiche che esulano dalla scelta della sola finitura levigata.
Quanto conta la luce su un pavimento levigato
La luce è una componente importante nella percezione di una superficie levigata o lucida.
Una maggiore riflessione può rendere più evidenti colori, venature e contrasti e modificare l’aspetto della superficie durante la giornata.
La luce naturale proveniente da finestre e aperture genera riflessi differenti in base alla direzione e all’intensità.
L’illuminazione artificiale crea invece punti luce più localizzati che possono sottolineare alcune parti della grafica.
Anche il colore incide: un marmo bianco, un Onice beige e un Black Marquinia reagiscono alla stessa illuminazione in modo molto diverso.
È quindi corretto considerare la luminosità tra i criteri progettuali, senza però concludere che una superficie lucida renda automaticamente più grande qualsiasi ambiente.
Rettificato e fuga
Molti prodotti della categoria sono rettificati.
La rettifica è una lavorazione che rende più precisi dimensionalmente i bordi delle piastrelle.
Non significa posa senza fuga.
Questo è particolarmente importante nei prodotti a vena continua, dove la ricerca della continuità grafica può far pensare erroneamente che anche la fuga debba scomparire.
La continuità riguarda il disegno delle facce; il giunto tra le piastrelle rimane invece un elemento del sistema di posa.
La larghezza deve essere definita in base alla specifica collezione e alle indicazioni previste per l’installazione.
Gres levigato e gres effetto marmo opaco: cosa cambia
Il confronto riguarda soprattutto il comportamento della superficie rispetto alla luce.
Nelle versioni levigate, lucide o lappate la riflessione è generalmente più evidente e può mettere maggiormente in risalto colori e venature.
Nel gres effetto marmo opaco o naturale il riflesso tende invece a essere più contenuto e la grafica assume una lettura meno speculare.
Non significa che una finitura sia migliore dell’altra.
Sono due modi differenti di interpretare la stessa ispirazione e, all’interno di alcune collezioni, passando da una superficie all’altra possono cambiare anche formati e caratteristiche tecniche disponibili.
Lucidità e resistenza allo scivolamento sono due dati differenti
La resa lucida della superficie non permette da sola di stabilirne le prestazioni rispetto allo scivolamento.
Le gamme dei produttori mostrano chiaramente che, all’interno della stessa collezione, superfici Full Lappato, Naturali e Tecniche possono avere caratteristiche e classificazioni differenti.
Per questo non è corretto attribuire una classe R universale al gres levigato.
Allo stesso modo, la sola presenza di una superficie lucida non consente di stabilire automaticamente l’idoneità a un determinato ambiente.
Quando il pavimento deve essere utilizzato in condizioni particolari o in aree frequentemente bagnate, occorre verificare la specifica superficie e la relativa documentazione tecnica.
Gres levigato a pavimento e rivestimento
Diverse collezioni presenti nel catalogo sono utilizzabili sia a pavimento sia a rivestimento.
Carrara Vena Continua, Onice Beige e diversi altri prodotti riportano entrambe le destinazioni nelle relative schede.
Questo permette di riprendere la stessa grafica su superfici orizzontali e verticali oppure di utilizzare il levigato come elemento decorativo soltanto su una parete.
La quantità di superficie rivestita modifica però notevolmente il risultato.
Una grande parete con un Onice colorato ha un peso visivo molto diverso da un pavimento Carrara con venatura delicata.
L’idoneità alla specifica applicazione deve comunque essere verificata prodotto per prodotto.
Pulizia e manutenzione del gres levigato
Su una superficie lucida aloni, impronte, polvere e alcuni residui possono risultare maggiormente visibili controluce.
La corretta pulizia dopo la posa e la manutenzione ordinaria contribuiscono quindi anche alla resa estetica.
Per la manutenzione quotidiana diversi produttori consigliano procedure delicate, panni morbidi e detergenti adeguati alla superficie, evitando prodotti cerosi, brillantanti o strumenti abrasivi che possono lasciare patine o compromettere la brillantezza.
La pulizia di fine cantiere richiede invece prodotti e procedure compatibili con il tipo di residuo, la fuga utilizzata e la specifica piastrella.
Non esiste quindi una ricetta unica valida per ogni gres levigato: le indicazioni del produttore della collezione e dei prodotti di posa rimangono il riferimento.
Errori da evitare nella scelta del gres levigato
Uno degli errori più frequenti è considerare levigato, lappato, lucido e Full Lappato come sinonimi tecnici perfettamente intercambiabili.
Le denominazioni e le lavorazioni possono cambiare tra produttori e collezioni.
Un altro errore è scegliere il prodotto soltanto in base al colore.
Contrasto, frequenza e sviluppo della venatura incidono in modo sostanziale sul risultato di una superficie riflettente.
È inoltre importante osservare più facce quando la collezione presenta una grafica variata e pianificare l’orientamento nel caso dei prodotti a vena continua.
Rettificato non significa fuga zero e grande formato non significa automaticamente ambiente più ampio.
Infine, dalla sola brillantezza non devono essere dedotte caratteristiche tecniche, prestazioni antiscivolo o idoneità a specifiche condizioni di posa.
Domande frequenti sul gres porcellanato levigato
Che differenza c’è tra gres levigato, lucido e lappato?
Sono termini utilizzati per differenti tipologie di superficie che possono presentare una riflessione più evidente rispetto alle versioni naturali o opache, ma non indicano necessariamente la stessa lavorazione. Anche le denominazioni cambiano tra produttori: è quindi necessario verificare la specifica scheda.
Qual è la differenza tra gres levigato e gres effetto marmo opaco?
Il levigato o lucido presenta generalmente una riflessione più evidente e può mettere maggiormente in risalto colori e venature. L’opaco o naturale restituisce invece un riflesso più contenuto. Formati e caratteristiche disponibili possono inoltre cambiare fra le diverse superfici della stessa collezione.
Il gres porcellanato levigato è scivoloso?
Non è corretto stabilirlo soltanto dalla finitura. Lucidità e resistenza allo scivolamento sono caratteristiche differenti e le prestazioni devono essere verificate sulla specifica superficie e nella relativa documentazione tecnica.
Quale formato scegliere per un pavimento in gres levigato?
Dipende da grafica, ambiente e progetto di posa. Il 60x120 è molto presente nel catalogo, ma sono disponibili anche formati come 60x60, 80x80, 90x90, 120x120 e grandi lastre. Aumentando il formato diminuisce il numero degli elementi necessari a coprire la stessa superficie e la grafica dispone di una dimensione maggiore sulla quale svilupparsi.
Cosa significa gres a vena continua?
Indica prodotti nei quali determinate facce sono progettate per essere accostate creando uno sviluppo continuo della grafica. Per ottenere l’effetto previsto devono essere rispettati orientamento e combinazione degli elementi indicati per la collezione.
Il gres levigato rettificato può essere posato senza fuga?
No. La rettifica aumenta la precisione dimensionale dei bordi, ma non elimina la necessità della fuga. La continuità grafica delle venature non equivale a una posa a giunto nullo.
Come pulire il gres porcellanato levigato senza lasciare aloni?
Per la manutenzione ordinaria è opportuno utilizzare sistemi di pulizia delicati e prodotti compatibili con la specifica superficie, seguendo le indicazioni del produttore. Cere, brillantanti e strumenti abrasivi possono risultare inappropriati sulle superfici lucide. Per residui di posa o macchie specifiche occorre invece scegliere il detergente in funzione del materiale da rimuovere.
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